Parola al DS Rolando dopo l’amichevole con la Juniores: “Le basi ci sono, bisogna lavorare sodo”

Ferragosto è alle porte: feste, musica, spiagge stracolme di bagnanti, un traffico infernale che solo i più temerari hanno il coraggio di imbattervi e, sempre da tener presente, coscienza del periodo.

Superato questo periodo dove, naturalmente, c’è la necessità di prendersi una breve pausa, riprenderanno i preparativi per la stagione 2021/2022. In queste settimane, nei primi allenamenti, l’intensità è stata notevole; in fondo, quando alla guida c’è Pietro Buttu, coadiuvato dallo staff tecnico che, tra gli altri, ha al suo interno un “martello” come Armando Caligaris, non c’è molto da stupirsi.

Qualche giorno fa, come prima sgambata annuale, c’è stata l’amichevole con la nostra Juniores e, durante questa, si è cominciato a vedere l’approccio ad una partita del nuovo Finale. Certo, si tratta di un’amichevole in famiglia, però ci saranno presto altre occasioni, impegni più “preparatori” che presto annunceremo, che serviranno a verificare ancor di più l’andamento dei lavori.

Durante la gara, mentre era in tribunetta a godersi la partita, abbiamo “disturbato” il nostro direttore sportivo, Viviano Rolando, che ha toccato diversi temi in vista della prossima stagione sportiva.

Premessa

“Dobbiamo ringraziare la società che ci ha permesso di ricominciare le attività a marzo, rimanendo ligi al protocollo, in piena pandemia. Avevamo dei dirigenti un po’ titubanti ma, secondo me, è prevalsa la cosa migliore da fare per un gruppo di grandi ragazzi che poi, durante la ripresa, ha dimostrato ciò che noi pensavamo di loro sin dall’inizio. Sinceramente, se contro la Cairese non ci fosse stata la regola del gol in trasferta, tolta poco tempo fa, potevamo giocarcela con la squadra più forte di tutte: il Ligorna. Peccato…”.

Sembra di capire che la parola d’ordine giallorossa blu sia: riconferma. Lei è d’accordo?

“Il nostro obiettivo era quello di confermare la rosa della scorsa stagione. Ad oggi non ti posso dire ancora molto sul mercato, ma siamo a buon punto. Ciò che si è visto alla ripresa non poteva non essere considerato: ognuno di loro ha fatto vedere di che pasta è fatto”.

Ormai è da due stagioni che è al Finale. Com’è lavorare insieme a mister Buttu?

“Lo conosco da quando era bambino e, oltre ad essere una bella persona, è anche un grande allenatore: in questi 13 anni qui ha fatto la storia. Peccato che 10 anni fa la società Finale me lo ha soffiato…potevamo fare grandi cose! A parte gli scherzi, con Pietro si lavora molto bene”.

Come ha influito il suo lavoro, se lo ha influito, questo periodo pandemico?

“Per il mio lavoro non è che abbia influito un granché: se non ci si poteva vedere di persona, ci si è sentiti al telefono. Certo, prima c’erano percezioni diverse e nessuno si sarebbe aspettato un periodo come questo e, per quello che si sente, bisogna stare vigili per l’arrivo della terza ondata. Speriamo possa sistemarsi tutto al più presto: il calcio deve proseguire e gli stadi si devono riempire”.

Per concludere, ha qualche previsione da fare per la prossima stagione?

“Le previsioni non si possono fare perché, guardandoci intorno, anche le altre squadre si sono rafforzate e sarà sicuramente un campionato equilibratissimo. Tuttavia, sono convinto che i nostri ragazzi faranno bene e sapranno darci delle soddisfazioni. Le basi ci sono, bisogna lavorare sodo”.