300 sfumature di Buttu: il mister si racconta a “Settimana Sport”

Correva l’anno 2007. Il Finale si apprestava a celebrare il centesimo anno della propria storia, un traguardo storico. Celebrare la tradizione all’insegna del rinnovamento: questa l’idea della società di Via Brunenghi. E da dove cominciare, se non dalla guida della sua Prima Squadra? La soluzione arriva così naturale, ed ecco sulla panchina giallorossoblu un tecnico nuovo, un giovane allenatore in piena rampa di lancio, arrivato per innovare e destinato a rimanere nella storia: Pietro Buttu da Albenga, fresco ed inatteso vincitore di un campionato di Prima Categoria con il Laigueglia. Uno che con le storie, quelle impensabili e sorprendenti, pare avere dimestichezza.

Correva il 2007, e avrei potuto fare l’Eccellenza, ma ho preferito venire a Finale, una piazza importante” Da allora ne è passata acqua sotto i ponti. Sono trascorsi gli anni ed i campionati, sono passate le partite, diventate domenica 300 in campionato, e sono passati i giocatori, alcuni speciali nella storia del Finale: “Furono 4 anni di Promozione, i primi due con onesti piazzamenti, il terzo anno con un certo Andrea Barberis, che fece 30 partite da 15 enne, e che ora è in serie A al Crotone“.

Sono passati i volti e le stagioni, ma quel che resta sono le emozioni vissute insieme, Buttu ed il Finale: “Tanti ricordi 300 partite solo in campionato, 337 in totale, due finali di Coppa Italia perse, quella vittoria 5-4 a Santo Stefano che rimane l’emozione più forte, e poi le vittorie del campionato, e tante partite strepitose anche senza risultato, il campionato vinto davanti alla Sanremese…

Per leggere l’intervista completa, realizzata da Paolo Delle Piane per “Settimana Sport“, clicca qui